Jury Chechi, oro ad Atlanta 1996 e bronzo ad Atene 2024 (subito dopo un importante infortunio), specialità anelli, ora volto noto televisivo, è stato lo special guest della prima edizione della Fiera dello Sport, svoltasi al Parco Urbano di Cavallino, con la partecipazione di oltre 25 associazioni e realtà sportive del territorio.
Jury, innanzitutto benvenuto a Cavallino-Treporti. Che impressione hai avuto?
«Per me è la prima volta ed è stata una bellissima sorpresa, ho visto posti meravigliosi. Ci tornerò di sicuro durante l’estate, con la mia famiglia, per godermi ancora di più tutti questi luoghi che ho potuto visitare».
Sei tra tanti ragazzi: che messaggio vuoi rivolgere loro?
«Prima di tutto di praticare uno sport, trovando quella disciplina che li appassiona di più, che li fa stare bene. Se, poi, arrivano anche i risultati, tanto meglio, ma non deve essere quello il primo obiettivo di quando si inizia a fare uno sport».
Hai alle spalle una lunga carriera: cosa ti ha insegnato?
«Tanto. Ed oggi, pure con tanti difetti che cerco ogni giorni di migliorare, credo di essere una persona migliore proprio grazie a ciò che mi ha insegnato lo sport, a cominciare delle cadute, che fanno parte della vinta».
Hai vinto tanto…
«È vero, ma le sconfitte sono state più numerose delle vittorie. La differenza la fa il modo in cui ti rialzi, cercando di capire perché è successo, perché non sei riuscito a raggiungere quegli obiettivi che ti eri prefissato».
A Cavallino-Treporti sei stato avvolto dall’affetto della gente, dei ragazzi…
«Nella mia carriera ho vinto tante medaglie, però è altrettanto bello e importante avere questo tipo di gratificazione, l’affetto che le persone ti rivolgono in maniera spontanea. È un regalo enorme, soprattutto quello che mi arriva dai ragazzi».

