Con Forme d’Acqua, una delle anime di Ecosistem, Gianluca Orazio realizza fontane. Nata a Punta Sabbioni, l’azienda è conosciuta in tutto il mondo.

Quando è iniziato tutto?
«Nel Duemila, fondando la Ecosistem con mio cugino, una attività di servizi per il turismo, che ha poi incluso anche la relazione con l’acqua, vedi i sistemi di irrigazione ed i primi laghetti».
Come si è passati alle fontane?
«Grazie all’incontro con l’architetto Simona Marta Favrin, che ha permesso di fondere due concetti e due visioni, ovvero l’acqua e l’architettura. Ricordo la prima: una fontana a colonna realizzata per un privato. Da lì è iniziato il percorso, con una crescita anche artistica che ha visto l’inserimento del vetro di Murano, l’acciaio, la gestione delle luci».

Murano fa rima con arte…
«Sì, si può dire sia stato lo step successivo della crescita di questa attività che, dopo l’architettura ha inserito, per l’appunto, l’arte. Oltre alla tecnologia, dove abbiamo investito molto, permettendo di controllare, ad esempio, i consumi dell’acqua, i colori, i gettiti d’acqua…».
Avete realizzato centinaia di fontane praticamente in tutto il mondo: quale quella di cui vai più fiero?
«Certamente quella al porto di Palermo, opera complessa, ma che ci ha dato molte soddisfazioni, anche per i rapporti umani che si sono instaurati. Ma anche quella sul nuovo percorso pedonale che conduce alla Porta Santa, realizzata in occasione del Giubileo».
Quale il tuo sogno?
«Non è realizzare una fontana più grande o più bella, ma avere una azienda che cammina con i suoi piedi».

